Territorio
| Piobbico |
|
Situato nell'Appennino umbro-marchigiano, sorge su di una vallata chiusa tra due montagne, monte Nerone (1526 m) e monte Montiego (975 m), ed è bagnato dai fiumi Biscubio e Candigliano, che si uniscono proprio nel centro abitato. Il territorio presenta scorci paesaggistici e naturalistici affascinanti, inoltre son presenti importanti testimonianze storiche sia monumentali che naturali (geologiche, ipogee).
L'origine del nome Piobbico risale all'epoca romana: in seguito alla guerra sociale, tutti i territori non ribellatisi a Roma avrebbero dovuto ottenere il "diritto di cittadinanza". Al termine della guerra sociale i territori vennero centuriati, ma la parte a ridosso del monte Nerone rimase esclusa dalle assegnazioni ager publicum. Negli anni publicum evolve in plobicum, plobici fino all'attuale Piobbico.
La presenza dei fiumi, delle cavità naturali hanno consentito l'insediamento di alcune popolazioni fin dalla preistoria su questi territori, come lo testimoniano alcuni ritrovamenti, frecce ed utensili vari. Si hanno poi testimonianze degli etruschi, romani, ma la vera storia del paese si identifica con la famiglia Brancaleoni. Attorno
all'anno 1000 il territorio fu affidato come feudo a questa famiglia, e per quasi 5 secoli il paese si è sviluppato sotto il loro dominio. In questi
anni sorge il castello, il borgo sottostante, le chiese, tutta la parte vecchia del paese, e le varie ville e villaggi attorno, che poi conseguentemente all'abolizione del feudalesimo si incorporano al villaggio di Piobbico. Dall’inizio del XII secolo Piobbico fu una signoria dei Brancaleoni che arrivò a dominare l’intera Massa Trabaria ma per essersi opposta prima all’Albornoz, poi a Papa Martino V perdette definitivamente i suoi possessi a vantaggio dei Feltreschi nella metà del secolo XV. Solo nel 21 dicembre 1827 per decreto di Leone XII Piobbico diviene comune autonomo, e suo stemma sarà un braccio nudo che tiene sollevata una rovere.
Situato nell'Appennino umbro-marchigiano, sorge su di una vallata chiusa tra due montagne, monte Nerone (1526 m) e monte Montiego (975 m), ed è bagnato dai fiumi Biscubio e Candigliano, che si uniscono proprio nel centro abitato. Il territorio presenta scorci paesaggistici e naturalistici affascinanti, inoltre son presenti importanti testimonianze storiche sia monumentali che naturali (geologiche, ipogee).
L'origine del nome Piobbico risale all'epoca romana: in seguito alla guerra sociale, tutti i territori non ribellatisi a Roma avrebbero dovuto ottenere il "diritto di cittadinanza". Al termine della guerra sociale i territori vennero centuriati, ma la parte a ridosso del monte Nerone rimase esclusa dalle assegnazioni ager publicum. Negli anni publicum evolve in plobicum, plobici fino all'attuale Piobbico.
La presenza dei fiumi, delle cavità naturali hanno consentito l'insediamento di alcune popolazioni fin dalla preistoria su questi territori, come lo testimoniano alcuni ritrovamenti, frecce ed utensili vari. Si hanno poi testimonianze degli etruschi, romani, ma la vera storia del paese si identifica con la famiglia Brancaleoni. Attorno
all'anno 1000 il territorio fu affidato come feudo a questa famiglia, e per quasi 5 secoli il paese si è sviluppato sotto il loro dominio. In questi
anni sorge il castello, il borgo sottostante, le chiese, tutta la parte vecchia del paese, e le varie ville e villaggi attorno, che poi conseguentemente all'abolizione del feudalesimo si incorporano al villaggio di Piobbico. Dall’inizio del XII secolo Piobbico fu una signoria dei Brancaleoni che arrivò a dominare l’intera Massa Trabaria ma per essersi opposta prima all’Albornoz, poi a Papa Martino V perdette definitivamente i suoi possessi a vantaggio dei Feltreschi nella metà del secolo XV. Solo nel 21 dicembre 1827 per decreto di Leone XII Piobbico diviene comune autonomo, e suo stemma sarà un braccio nudo che tiene sollevata una rovere.
|
